La preparazione di questo ultimo spettacolo mi ha portato a riflettere sul mio modo di recitare.
Negli spettacoli precendenti, vuoi per una maggior semplicità del testo, vuoi per una mia immaturità, ho sempre più o meno recitato senza pensare più di tanto al personaggio, lo so che un attore seppur dilettante non dovrebbe confessare una cosa simile, ma come diceva Marcorè imitando Ligabue: “Mi scappava sta confessione”…

Direi che questo è un bel modo per presentare il proprio personaggio…
Intendo dire che non mi sono mai più di tanto impegnato a cercare di capire il carattere del personaggio che interpretavo andando oltre a quello che esplicitamente diceva nelle battute, non l’ho mai trattato come una persona esistente al di là delle sue battute.
Bohr, forse perchè reale a differenza degli altri, mi ha spinto a considerare il suo pensiero oltre al copione, a cercare di conoscerlo. Nella mia mente si è creata, giusta o sbagliata, un’idea di lui, sostenuta da ricerche biografiche, dalle sue battute, dalla mia fantasia (che forse è di troppo).
Questo cambiamento nell’approcciarmi (sempre citanto Marcorè-Ligabue mi è “scappata” pure questa ultima brutta parola che contende insieme a “problematica” il primato di espressione-finto-ricercata) mi ha spinto a considerare due diversi modi di recitare.
Il primo, più simile al leggere bene, magari con un po’ di enfasi (spesso troppa) è più un presentare il personaggio, la vicenda: è una narrazione.
Il secondo, che è quello che poco a poco si sta insinuando con questo ultimo spettacolo, corrisponde nella mia mente alla volontà di ingannare lo spettatore cercando di fargli dimenticare la mia faccia e di presentarmi, non come uno che presenta Bohr, ma come Bohr.
Non riesco a dire quale dei due sia meglio, ci sto ancora riflettendo, forse pure qui la verità sta nel mezzo, mi rendo conto però che il secondo è poco accessibile.
Come al solito mi accorgo alla fine che non ho preso nemmeno sta volta una posizione, considero le possibilità, provo a pensarci, ma non decido…
Hai visto mai che nel prossimo post approfondirò qualcosa…